Associazioni e gruppi insediati nel

Parco delle Cave

A.S. Shadow Archery Team

Cascina Linterno

Associazione Il Bersagliere

Unione Pescatori Cava Aurora ARCI

 

 

La storia del Parco, un percorso difficile.

Il Parco delle Cave è un grande parco urbano nella zona ovest della città, tra i rioni di Baggio, Quarto Cagnino, Barocco e Quinto Romano, da sempre in simbiosi con questo territorio dalle antiche origini. Nel 1722 le piante catastali di Carlo VI d'Austria descrivono quest'area ricca di verde, di acque e di percorsi che la collegano ai borghi e alle cascine. Un equilibrio sconvolto negli anni '20, quando iniziò l'attività estrattiva, all'origine delle cave.
Agli inizi degli anni '70 si fece strada l'idea di tutelare questo territorio; dieci anni dopo furono redatti i primi progetti; nel 1986 fu approvato un piano particolareggiato: vennero acquisite aree e realizzate strade, piantagioni e una tratta di canale perimetrale sulle aree acquisite.
All'inizio del 1996, quando risultavano di proprietà pubblica solo 41 ettari sui 135 programmati, dopo vicissitudini causate da abusivismi, discariche e occupazioni illecite, l'amministrazione comunale riprendeva l'iniziativa per la realizzazione del parco su nuove basi, procedendo all'acquisizione di tutte le aree ancora private.
Veniva adottata una metodologia innovativa con l'affidamento delle aree a "Italia Nostra" che gestiva da anni il "Boscoincittà", una riuscita esperienza di progettazione e cura del verde in collaborazione con l'amministrazione milanese.
Venne definito un progetto complessivo approvato dal consiglio comunale per la strategia di sviluppo del parco e gli interventi indispensabili per garantirne la frequentazione in sicurezza a tutti i livelli. Parte integrante di questa strategia è il concorso del volontariato per consolidare il tradizionale legame tra il Parco delle Cave e gli abitanti del quartiere. Sono state effettuate piantumazioni, campagne di raccolta e sgombero dei rifiuti, giornate di festa con la partecipazione della cittadinanza e delle associazioni di zona; sono in atto attività che coinvolgono le scuole.
E' in fase avanzata l'esproprio delle nuove aree: attualmente il territorio comunale acquisito e di 111 ettari. Un comitato tecnico misto costituito dal Comune di Milano e "Italia Nostra" coordina le varie fasi della progettazione e della realizzazione del Parco.

Uno sguardo agli ambienti del Parco.
L'acqua. E' l'elemento dominante: nei quattro laghetti formatisi sui precedenti luoghi di estrazione che danno il nome alle rispettive cave: la storica Aurora, dal 1929 in gestione dell'Unione Pescatori Aurora cui va il merito di aver tutelato il territorio; la Cabassi, attrezzata con pontili e percorsi panoramici; la splendida Casati dagli scorci pittorici; l'Ongari-Cerutti, un tempo due cave separate. Gli antichi fontanili e una recente zona umida completano il panorama azzurro del parco.

Le aree naturalistiche. Fitte boscaglie danno una visione incredibile attorno alla cava Casati che, assieme alla nuova realizzazione del canneto, costituiscono un prezioso corridoio ecologico e sicuro rifugio per la fauna stanziate e migratoria.

I territori agricoli. Coltivati con tradizionale perizia nei pressi di Cascina Linterno - l'antica "Infernum" probabile grangia templare documentata dal 1154 e villa di campagna di Petrarca durante il soggiorno milanese - costituiscono una vera e propria isola agreste con sentieri affiancati da fontanili e marcite, a immagine vivente del contado medievale milanese.

Le aree attrezzate. Il parco è dotato di pontili per la pesca e percorsi adatti a tutte le esigenze, campi giochi (basket e caldo), per il tiro con l'arco e orti urbani. Un sistema di videosorveglianza è presente su tutto il territorio.

Il Parco delle Cave, un parco per amico.
"Un parco per amico" era lo slogan più diffuso nelle vie del centro di Milano durante la grande manifestazione del 6 febbraio 1999 in cui il Comitato di salvaguardia del Parco delle Cave, assieme a tanti cittadini di ogni età. portarono nel cuore della città la determinazione di difendere ad ogni costo questo grande patrimonio verde dei milanesi, dopo che alcuni fatti di cronaca nera e una preoccupante escalation di violenza, causati dallo spaccio di droga, avevano resa insicura la fruizione del Parco e la vita nei quartieri adiacenti.
Il Comitato, comprendente oltre venti associazioni di volontariato del territorio, chiese alle istituzioni una strategia di intervento. Si svilupparono iniziative per aumentare la frequentazione del Parco e collaborare con le Forze dell'Ordine. Si costituì un "filo diretto" con la Questura. La cittadinanza e le scuole aderirono con entusiasmo dimostrando un grande legame tra Parco delle Cave e i quartieri limitrofi.
Nell'autunno del 1999, al termine di un periodo di tensioni, con manifestazioni e presidi, le Forze dell'Ordine, con un ingente spiegamento di mezzi, sgomberarono gli spacciatori dal Parco che così poteva riprendere il suo percorso. Se quel drammatico periodo è solo un ricordo e il Parco delle Cave è ora la nuova realtà verde, "il grande respiro di Milano", gran parte del merito va alla cooperazione tra istituzioni, associazioni e cittadini. "Un modello da seguire per l'intera Nazione", come ha affermato il prefetto Ferrante in un incontro con le associazioni del Comitato di salvaguardia.
Una storia entusiasmante che ha unito chi non voleva piegarsi alla delinquenza e che prosegue con la crescita del Parco delle Cave, mantenendo un continuo monitoraggio del territorio, tutelando le aree a rischio edilizio, denunciando inquinamenti e abusivismi, sempre nel clima di collaborazione con le istituzioni che ha contraddistinto la difesa della legalità.

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